LEMERY - TRATTATO DEGLI ALIMENTI - 1818 copia
quelle degli animal i '. In fatti i germi di que» $ti j e di quelli altro non sono eh" 1 emb r i on i, ja le cui partì son<i> formalmente l iachi i sr . In quanto alla nun i - i one delle piante q esta consi.-te, nel sugo contenuto nei loro sitfonì, il quale per me / zo dei suoi piincipj fer- mentativi H rarifica, sì distribuisce, e ragi- ra in tutta V estensione delia p i an t a: questo sugo fx gonfiare le j i .cole vescichette , e se- condo le diverse mo a r i e : ioni e pori secre- tori e; li si felira in diverse parti . Abbenchè mol te piante si nutriscano d** un medesimo sugo: q ' e r e non tralasciano di aver un sapore un" 1 odore , e qualità mol to dissimili 3 il che non può proceder se non dal- la naturai disposizione de 1 loro pori , i q u a . i non danao V entrata se non alle parti che sono mi no r i , ò almeno proporzionate al dia- metro de" 1 medesimi, questa naturai dispo- sizione fa ancor che mol te crescono in una regione, e non in un 1 al t ra, che Tune han- f>o bisogno di Sol e, r altre d" ombraggio, e fna imen t e, chi d e l l ' umi do, chi «eì secco, chi cPuna terra pfegmè t chi d" una men pin- gue ec. Ne" 1 primi tempi in cui la temperanza era nel di l:t lust ro, gP uomi n i , non ti servi- vano se non d" al intenti semp' ici, che la ter* ra liberamente gli dava . C:ò che fece dite da Ovidio nel libro delle Metamorfosi . TEtas cui Çccimus aureto nomeri Faetibus arèuteis (ere.) humus quasi di- esi y hèr'éis Fortuita fuit .
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