MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia
— 146 — « accertato che per costante uso del paese, od in taluni « tempi dell’anno, non si consuma carne di bue, ma sol- « tanto di vacca, questa dovrà essere accettata dai corpi, « purché di buona qualità, mediante l’abbuono dell’ 8 %. » Questa disposizione è in armonia con quanto fu detto al § 31, lettera f) in riguardo alla influenza che ha il sesso femminile sulla carne dei mammiferi domestici commesti bili ; influenza che si risolve nel determinare carne meno fina, più tenace e tigliosa, di odore poco gradito ed anche meno nutritiva e conservabile. Poiché la carne di vacca è di minor valore di quella di bue, ed appunto per questo non è accettata in casi nor mali per uso militare, niente di più facile che i fornitori tentino di spacciarla fraudolentemente in luogo di questa. Occorre dunque essere al caso di riconoscere l’inganno. Nel caso di visita di un animale vivo od appena macel lato, prima che sia stato scompartito in quarti, si com prende agevolmente come il compito debba riuscire ben facile; le caratteristiche sessuali renderanno impossibile ogni equivoco. Ma non sarà altrettanto facile la distinzione fra la carne di bue e quella di vacca quando l’animale sia» presentato già diviso in quarti o in pezzi minori. Allora non rimarrà che porre ben mente ai caratteri distintivi delle due carni già segnalati nella tavola pro dotta al § 34 per la soluzione del 1° Quesito, ed aver pre senti anche i rilievi seguenti accennati dal Morache e cioè : 1° che il bove si distingue dalla vacca per costole meno curve e più larghe e per una escavazione più pro nunziata del loro bordo posteriore, che si vede soprattutto alla parte interna; 2° che il bacino del bove è più stretto, più corto ; gli ossi del pube più forti, più duri, meglio saldati di quelli della vacca; 3° che nella vacca si trovano sempre le tracce dei ligamenti sospensori delle mammelle e 1’ escavazione che ha fatto il macellaro per asportarle;
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