MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia
— 147 — 4° che infine presso il bove macellato si trovano ta lora le tracce del pene od almeno del suo legamento sospensore. § 39. — Carne di castrato e di montone. Le Norme di igiene per la truppa dicono: « Nel nostro paese abbon- « dante di carni bovine, 1’ uomo si adatta difficilmente, « come in altri paesi, alle carni di montone, castrato, « maiale e cavallo ; queste però all’evenienza possono ve- « nire impunemente impiegate per la razione del soldato, « e specialmente quelle di montóne e castrato nelle nostre « province meridionali. » Lasciando da parte per adesso la carne suina e quella di cavallo, che non sono ufficialmente ammesse finora nel l’alimentazione del nostro soldato, e riferendoci più special- mente alle carni ovine, come quelle di sostituzione rego larmente accettate, noterò che i capitoli d 'oneri più volte ricordati dicono: « Nei luoghi dove in alcuni giorni della « settimana, per costante consuetudine locale, non si con- « suma nè carne di bue, nè carne di vacca, dovrà essere « accettata dai corpi la carne di castrato o di montone, « se di buona qualità, col 25 °/0 in più della carne di bue. » Quest’ultima disposizione lodevolissima trova la sua ra gione nel fatto che la carne di montone e castrato è più acquosa e più povera di principii nutritivi della carne di bue, come può vedersi nei paralleli analitici riportati alla lettera a) del § 31. Non è il caso di fermarsi sui segni distintivi di quella carne, perchè figurano già nella tavola riportata alle pa gine 126 e 127, nè di aggiungere parola intorno ai carat teri di sua bontà e buona conservazione, adattandosi per tale argomento quanto fu già detto a suo luogo' riguardo alla carne di bue. Solo avvertirò qui che le carni di ca strato e di montone sono meno resistenti di quelle bovine, e per conseguenza più prontamente alterabili per l’azione degli agenti esterni. Ricorderò piuttosto quali sono le malattie più temibili
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