MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia

— 153 — fazione; la mosca ordinaria (Musca domestica ) fecondis' sima ; la mosca dorata (Musca ccesar) che però preferisce le carni già putrefatte alle fresche. Queste mosche, oltre che dannose alle carni per le larve che vi depongono accelerandone l’alterazione, sono temibili anche come tra ­ sportatrici dei germi del carbonchio e di altre malattie infettive trasmissibili dagli animali all’uomo. 10° I locali di conservazione della carne male adatti e cioè umidi, impropri, esposti al polverio, dardeggiati dal sole, vicini a macelli. I mezzi valevoli a neutralizzare queste sinistre influenze sono : 1° L’uso di locali netti, asciutti, freschi, ventilati, difesi dai diretti raggi del sole, quali ripostigli della carne. 2° La protezione della medesima dal sole, dal polverio, dagli insetti, durante i trasporti anche brevi, specialmente nella calda stagione, e la contemporanea nettezza e ven­ tilazione dei recipienti nei quali la carne dev’esser posta durante il trasporto. È a questo scopo che, per l’ incetta della carne per la truppa, sono adottate molto opportu­ namente nel nostro esercito delle ceste di rete metallica a rade maglie. 3° L’uso del ghiaccio quando il caldo della stagione sia veramente eccessivo. Però occorre osservar bene di non porre il ghiaccio a diretto contatto della carne, perchè in questo caso, anziché preservarla, la predisporrebbe ad una pronta, alterazione, non appena cessata l’azione sua perfrigerante. 4° L’uso del carbone di legno. Coprendo la carne da conservare con uno strato di fina polvere di questo car­ bone, se ne protrae non solo la conservazione per qualche tempo, ma se ne può anche arrestare la putrefazione ap­ pena iniziata, rendendola così nuovamente utilizzabile. A questo scopo anzi si consiglia specialmente di raschiare alla superficie il pezzo di carne già selvatica, di avvolgerlo in seguito in tela pulita e in un buono strato di carbone

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