MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia

— 180 - concentrato ottenuto distillando, in vasi chiusi, il verdetto cristallizzato od acetato neutro di rame). Mentre questi due ultimi prodotti acetici possono essere impiegati, come vedremo, a falsificare l’aceto propriamente detto o di vino, gli aceti a questo congeneri (di birra, di sidro, di pere, ecc.) possono essere adoprati invece a so­ stituirlo fraudolentemente. Da qui la necessità di conoscere i caratteri dell’aceto di vino che, come il migliore degli aceti, è quello esclusivamente richiesto per uso militare. L’aceto di vino può considerarsi un vino in cui la mas­ sima parte dell’alcool fu trasformato in acido acetico. Esso si compone di acido acetico allungato, di alcool in picco­ lissima quantità, di bitartrato di potassa, di tartrato di calce, di materie estrattive, di materie coloranti, di sol­ fato di potassa in debole proporzione, e di poco cloruro di sodio e di potassio. L’aceto di vino è un liquido bianco-giallastro o rosso, a seconda del colore del vino da cui deriva, di odore gra­ devole, acetico, leggermente etereo, di sapore francamente acido, senza però essere acre, nè allegare i denti; ha una densità fra 1,018 ed 1,020, ciò che corrisponde a 2°,50-2°,75 dell’ areometro di Baumé. Per poterlo distinguere dagli aceti suoi congeneri con i quali più facilmente può essere sostituito, si accennano generalmente i caratteri seguenti:

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