MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia

da cui deriva, può andar soggetto ad altre alterazioni acci­ dentali che ricorderò a suo luogo (vedi § 71). b ) In quanto alle’ falsificazioni che l’aceto può subire, mi limiterò a ricordare le principali, accennando breve­ mente i modi più ovvi per avvertirle. 1° L’aggiunta dell’acqua sarà rivelata dalla poca forza dell’ aceto e dalla scarsità dell’estratto che esso lascierà dopo la sua evaporazione a secchezza operata in una cap­ sula scaldata a -f- 100° C a bagno-maria. 2° Allo scopo di rinforzare l’aceto indebolito si usa talora aggiungervi dell’acido solforico. Questa frode no­ civa sarà svelata dalla proprietà che acquista l’aceto così artefatto di alleghire i denti in modo notabile, e dall’ab­ bondante precipitato che esso darà con una soluzione di cloruro di bario. Però, ancho l ’aceto derivante da vino gessato o quello allungato con acqua solenitosa (ricca di solfato di calce) può offrire questa reazione. 3° Allo stesso scopo che sopra può essere adoprato anche l’acido cloridrico. Per riconoscere nell’aceto una tale falsificazione, occorre aver presente che l’aceto puro di vino non precipita, o s’intorbida appena, con una solu­ zione di nitrato d’argento, mentre precipiterà abbondan­ temente qualora sia adulterato con l’acido in questione. 4° L’acido tartarico libero che può essere aggiunto ad un aceto indebolito, si riconoscerà con soluzione sa­ tura di cloruro di bario che farà precipitare assai sensi­ bilmente l’aceto così adulterato. 5° Le sostanze acri, come il pepe, il pigmento, la se­ nape, che talora vengono aggiunte all’aceto per simularne l’acidità e comunicargli un sapore piccante, si scuopri- ranno saturando l’acidità naturale dell’aceto sospetto con un carbonato alcalino ; qualora l’aceto sia genuino, odore e sapore acido del medesimo spariranno, mentre, se si avrà a che fare con aceto adulterato, odore e sapore della sostanza acre impiegata nella frode rimarranno e si fa­ ranno anche più evidenti dopo la saturazione. 6° L’aceto artificiale ottenuto mescolando all’acqua — 184 —

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