MAESTRELLI - Il vitto del soldato - 1886 copia
« esser certi di aver scacciato tutto l’alcool contenuto nel « vino in esame. « Ciò fatto, si spenge la lampada e si aggiunge nella « provetta, dove si è raccolto il prodotto della distilla- « zione, tan t’acqua distillata, quanta ne occorre per rag- « giungere il livello segnato nella parte superiore (a), « valendosi a tale scopo della pipetta già accennata (2/2o). « Si dibatte allora la miscela mediante agitatore di vetro « e vi si immerge simultaneamente l’alcoometro F (che è soltanto una parte di quello centesimale di Gay-Lussac descritto al § 74, perchè ne porta le sole 30 prime gra dazioni) ed il termometro ad alcool G; il secondo serve « a correggere le indicazioni del primo. Si notano en- « trambe le indicazioni avute dai due strumenti e si cerca « nella tavola esistente entro la cassetta (e riportata nella tabella VI dell’appendice) la quantità centesimale d’alcool « contenuta nel vino esaminato. Giova avvertire che l’al- « cool ottenuto deve avere l’odore ed il sapore grato di « quello etilico e ricordare l’aroma speciale del vino sot- « toposto alla distillazione; quando invece i vini hanno « subito qualche malattia, l’odore ed il sapore cambiano, « riuscendo più o meno sgradevoli. » Un altro modo, fra i tanti escogitati, per valutare la ricchezza alcoolica del vino, che ricordo perchè di comune uso e tale da offrire risultati molto esatti, si è quello della determinazione del punto d’ebullizione del vino stesso. È bene stabilito che alla normale pressione atmosferica di 0,76 l’acqua distillata bolle a + 100° C, l’alcool assoluto a - j - 78° ; ne conseguirà che una miscela di acqua e di al cool, alla quale si può assimilare il vino, avrà il suo punto di ebullizione a temperature intermedie fra quei due estremi, e tanto più vicino a 100°, quanto più acqua conterrà il mi scuglio e, viceversa, tanto più vicino a 78°, quanto più questo sarà rieco di alcool. Per una simile valutazione servono appunto gli ebullio scopi, fra i quali i più conosciuti e perfezionati sono quello del Malligand e l’ebullimetro del Salleron, la cui descri
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