RATTO - LA CUCINIERA GENOVESE - 1893 copia

— 2-12 — riuscisse troppo liquida, assodatela coli'unirvi bi- scotti della regina pestati m mortaio. -NOTA. — Alla stessa maniera .si tanno marmellate ili qualunque frutta; in quelle però di prugne (brignoiri) , ili albicocche e di pesche puossi tralasciare di mettere il vino bianco nostrano. Mai -melata di f rago l e. 443. Togliete il picciuolo alle fragole e passa- tele allo staccio; aggiungetevi poscia zucchero sufficiente e finamente polverizzato: rimescolate ben insieme, e passate nuovamente allo staccio. T o i i a do l ce di pas ta f ro l la c on ma rme l l a t a. 444. Prendete 300 grammi di farina 225 gr. di burro, un ettogramma di zucchero fino, ben pestato e passato allo staccio, \m tuorlo d'uovo, una cucchiaiata di vino bianco particolare oppure d'acqua di fior d'arancio, impastate bene il tutto e dividetelo in due parti. Prendete poscia una tegghia (testy) ungetene il fondo di burro e copritela con una parte della pasta spianata e allargata col matterello; stendetevi sopra la mar- mellata che avrete scelto, e dell'altra pasta avanzata, parte formatene un orlo tutto ali" in- torno della estremità della sfoglia distesa sulla tegghia, e parte fatene diverse liste che porrete per diritto e per traverso al modo d'inferriata

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