RENGADE, I bisogni della vita, 1887 copia
262 I BISOGNI DELLA VITA Albicocco. — Assai più facile del pesco da coltivare, l’ albi cocco non esige per così dire che un terreno sabbioso e caldo, in una posizione il più possibile riparata dai venti malsani e dalle nebbie. Per cui, riesce specialmente nelle vallette rinchiuse, nei giardinetti cintati da muri con esposizione a levante. Se sfugge ai geli primaverili, può dare, fin dal giugno, frutti abbondanti, assai più saporiti e belli sugli alberi isolati che su quelli coltivati a spalliera. Lo si trapianta quindi d’ordinario isolandolo, dopo averlo innestato sul susino, sul pesco franco o sul mandorlo. La pota tura a vaso, a canestro od a cespuglio, non gli nuoce, ma vai meglio lasciarlo svolgere liberamente, limitandosi a liberarlo dei rami morti. Le varietà maggiormente raccomandabili sono l’Alberge, il Reale, il Luizet, il Dix, il Duval, l’albicocco-pesco. Coltivate sotto un clima uguale, si possono raccogliere successivamente da metà giugno alla fine di agosto. Susino. — Di tutti i nostri alberi a frutto, il susino gode a buon diritto della riputazione di essere uno dei meno esigenti in fatto di na tura e di qualità del terreno. Disgrazia tamente i suoi fiori, delicatissimi, sono spesso bruciati dalle nebbie e dai geli di aprile. Per averlo robusto e fecondo più possibile, si moltiplicano per seme o per margotta diverse specie selvatiche ; il pruno di siepe, il Damasco, il San Giuliano, sui quali s’innestano poi le Sus ina Regina Claudia. varietà Scelte. Generalmente, lo si pianta in libertà, isolato, e si abbandona forse troppo a sè stesso l’albero inne s t a t o ^ alto fusto; ma il susino si presta ancora facilmente alla potatura a foggia di bicchiere, a cespuglio, a piramide, e persino
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