RENGADE, I bisogni della vita, 1887 copia
668 I BISOGNI DELLA VITA ciata col cane da corsa, e questo metodo molto meno aleatorio offre anche le vive emozioni della gran caccia a cavallo, quan tunque abitualmente venga praticata con minor apparato scenico e con molta semplicità. In realtà, come è possibile non prender interesse al curioso la vorìo di juna muta ben diretta, alla perspicacia dei cani, così pronti a scoprire la pista, a ritrovarla quando è persa, allo slancio accompagnato da gridi col quale s’insegue l’ animale repentina mente fuggito dalla sua tana? E le strane furberie della lepre, i suoi giri e rigiri, i suoi grandi salti e i suoi zigzag per sfuggire al lino odorato dei segugi ai quali spesso fa perdere le traccie, non son forse sempre un commovente spettacolo anche pel vecchio cacciatore? Ben raramente il bracchiere che dirige i cani potrebbe far fuoco sulla lepre colla speranza di colpirla. Di solito egli lascia questo onore e questo piacere ai cacciatori che l’accompagnano, i quali, secondo la topografìa dal paese, si postano sugli orli di qualche sentiero che di necessità la bestia dovrà imboccare per sfuggire alla muta. Capriolo. — Daino. — Nelle grandi caccie dei boschi il ca priolo e il daino vengono inseguiti generalmente come la lepre, e dal canto loro, come quest’ultima, si difendono, falsano e sviano la pista con altrettanta intelligenza. Ordinariamente il capriolo fugge dall’interno di un bosco per fare prima uno o due grandi circuiti intorno al recinto. Poi si ferma di colpo, tende l’orecchio e appena si crede sicuro, rapi damente corre attraverso i boschi sempre in linea retta; fa una nuova tappa e, sentendosi inseguito, descrive più silenziosamente che gli vien fatto ancora alcuni grandi cerchi, passando di pre ferenza nei viali e nei sentieri che gli sono più noti. È lì che il cacciatore, al corrente delle sue abitudini, lo va ad aspettare per colpirlo, quasi sempre molto da vicino, nella giun
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