RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia

— 337 - altre cure che le necessarie puliture e sarchiature, e fre­ quenti innaffii per mantenere il suolo costantemente umido. Nel mese di agosto, i bulbi essendo maturi, si estrag­ gono le piante con qualche precauzione perchè non ne rimangano nella terra, e fatti disseccare, si collocano nella sabbia riparati dal gelo per conservarli. I bulbi del dolcichino, mangiati freschi, sono molto dolci e piacevoli; da essi si estrae pure dell’olio; tosti, si usano come caffè; e con un’addizione di zuccaro, se ne fanno orzate molto buone e rinfrescanti. D r a g o n c e l l o (Vedi Targane ,). cipollina. L ’E rba c i p o l l i n a — Ciboulette — (Allium schoeno- prasum, Linn.) — è una pianta indigena, vivace, della famiglia delle gigliacee come le cipolle. Questa pianta si coltiva e si moltiplica dividendone i cespi in primavera o nell’autunno, disponendoli in file regolari, come si farebbe colle piante delle cipolle ordi­ narie. Abbenchè l’erba cipollina sia di facilissima colti­ vazione e poco esigente sulla natura del terreno, purché un po’ soffice e moderatamente ingrassato con concime vecchio, si deve però rinnovare la piantagione almeno ogni due anni, altrimenti si corre rischio di perderla. Le foglie minute dell’erba cipollina, le quali hanno l’odore ed il sapore della cipolla, ma più delicato, si tagliano sovente per ottenerne sempre delle nuove e più tenere; desse servono per dar gusto alle insalate e condire certe vivande che richiedono il gusto delle cipolle non troppo pronunciato. 2 2 — R o d a , Ortic.

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