RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia

— 354 - dei piccoli vasi del diametro di 5 a 6 centimetri, si riem­ piono fino ai due terzi di buon terriccio, e si sprofondono nella terra fino all’orlo, proprio sotto le radici di questi nuovi ciuffetti, in modo che questi trovinsi come piantati nei vasi, ove si mantengono saldi col mezzo di un unci­ netto di legno, e quindi si riempiono i vasi con terriccio, comprimendolo leggermente, e si somministrano dei fre­ quenti innaffii. In capo a quindici o venti giorni i vasetti saranno ripieni delle radici di queste nuove pianticine, si tagliano in allora gli stoloni della pianta madre, e si tra­ piantano le piccole piante in altri vasi del diametro di 9 a 10 centimetri entro buon terriccio e si trasportano in un luogo ombroso. Radunata quella quantità di piante di cui l’ortolano ab­ bisogna per fare le sue piantagioni in piena terra, desso continua a coltivarle nei vasi in luogo piuttosto ombroso, somministrando ad esse dei frequenti innaffii, alternandone due o tre con del concime liquido; taglia accuratamente tutti gli stoloni che possono spuntare e frattanto fin dal principio di luglio prepara una o più aiuole, secondo il bisogno, e nel modo che abbiamo indicato. Oltrepassata la metà di agosto, segna sull’aiuola delle linee distanti ognuna 30 a 35 centimetri, e lungo le me­ desime esso pianta le sue fragole in modo che conservino la distanza suddetta per ogni lato. Nelle buche che si fanno per collocare queste piante vi si depone un po’ di terriccio ben consumato, aggiungendovene altrettanto al- l’ingiro attorno le radici e quindi le ricopre colla terra dell’aiuola, prodigando loro un buon innaffio. Le piante a frutto grosso hanno tempo a rinvigorirsi prima che sopraggiunga l’inverno; all’arrivo dei primi geli vi si deve aggiungere un buon strato di letame sopra l’intera aiuola, ricoprendo interamente il terreno onde il gelo non iscrepoli la terra e metta a nudo le radici.

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