SCAPPI - Opera - 1570 copia

VJTE S T 0 I I. >B \:0 ,. . mo farà, comefatigue, & come ft appropinquarà à cuocere uerrâ leol •nato, e$efìo; 'Di qurfto bròdo per la maggior parte fé ne dà a bere} fé ne fannomncho fuppe , x & per maggior jcHànT^a m ft mette un rof fod'ouo,&quejìofarà fecondo che dirà il TbifìcOiQjteflofufìidioft ft te nel i 548. per ÏHluflrifî. & J\euerendifii Cardinale lacomoSadò*. letoModonefé incorna. y Terfare ilfoprafcrittòSusftdiocon più breuità Cap, XXIX. T riglifi la polpa del Sgotto di caftratoìnpiti permit dì graf- ferà d'un'ouo, mettanofi nello fpedo , & diaftgli il foco in fret-* ta infretta 1 accìocbe il fugo rimanga dentro , & comefaranno meifti cotti , fauinoftfubito dalloJpeda j ponendoli [otto il torchio , e tenetìr do ardine difopra, & non battendo il torchio»fubito cattati daìloffe do t Mettanofì nel mortaro % & dianouifi quattro Ofei botte , giunge» dotti un poco di brodo confumato delia detta carne, & colinofi per la flamigna, tenendo l'ordine fopradetto , truccando bene la flamigna ; & non hauendo cafìrato fi potrà far di carne di uitella, 7rta,i Vbifici dicono chequello di cabrato è migliore, Ter far pifìo dì polpe di Cappone. Cap. XXX. V olendo che ilpiftofa fofìàntiofo,& bianco » piglinoft le pol- pe del petto del cappone morto in quel giorno me-tfaleffate tòn açtiùafen^ fale, priue di nerui , <& pelle , peHinofi nel mortaro dì marmo lifcio , perche altra pietra non è cofi buona a far talcofa, percioche il rafciuga, <& ritira afe^e masftme le Treuertine.-peftifì col piflon di legno che nonfta amaro come è la noce» & altri legni» & pe^ fiift con effe polpe un poco di mollica di pane, imbeuerato nelbyo- do magro, doue fia cotto'il cappone, ilqual panefia fiato primafotr ieflato ( ilchefifa accioche iìpifto non habbta tanto odor di carne) & con effo mettafi del ^uccarofimi e fiemprifi col fopradetto brodo macro » & pafUfi per lofetaccio. Facciaftpoiin una catdarinao pi- gnatinafoprala bocca del cucumo rifcaÙart,ilqual cucumó fìa di

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