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La presenza di una finestra, e delle specchiature con archetti pensili, tipicamente impiegate sui
paramenti esterni, fa pensare che questa parete risalga a prima della costruzione del chiostro, o
quantomeno, che il secondo livello del chiostro sia stato innalzato in un secondo tempo. Datando il
chiostro, secondo i documenti, ai primi anni del Quattrocento, si deve pertanto concludere che
questa parete è antecedente a tale data. Osservano la pianta dello Smeraldi, però, si vede che il
chiostro, quello ancora presente oggi, non era ancora stato completato, forse proprio perché la
chiesa richiedeva apporti luminosi anche da quel lato. Se la planimetria di Smeraldo Smeraldi è
attendibile, la porzione di chiostro meridionale è da collocare dopo il 1596.
Lo stile della finestra e degli archetti pensili ricordano l’esterno della chiesa di Santacroce, ma
anche il fianco della Chiesa di Sant’Alessandro (ricordata già nel 1117 in occasione del terremoto).
3.5 L
ATO SUD
Altri segni evidenti si possono trovare accedendo al sottotetto dell’appartamento situato lungo
Borgo Felino, che ha in comune una parete con la sagrestia e con il coro della chiesa. Prima di tutto
si ha un’ennesima prova del fatto che nel 1898, quando la parete del coro è stata spostata, sono state
tagliate delle volte. Infatti, vi è una volta a padiglione completa solo per tre quarti.
20 Volta a padiglione incompleta
Questa volta è visibile solo dall'estradosso, poiché all’intradosso è stato realizzato un solaio piano in
laterocemento che la nasconde. Non è da escludere che la volta possa appoggiare sul solaio
sottostante, con un sistema a paretine, dato che è realizzata con mattoni disposti a foglio e vista la
mancanza di una porzione della struttura.
Sempre rimanendo in questo sottotetto, se ci si sposta verso il lato est, contro la parete che separa
dalla sagrestia, si vedono delle decorazioni piuttosto semplici a bassorilievo sull’intonaco.