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8.5 C
ONSIDERAZIONI
E’ necessario precisare che tutti gli interventi progettati garantiranno una efficacia nel tempo solo
se verrà eseguita una corretta manutenzione, seppur poco impegnativa, fondamentale. Ad esempio
le catene della torre camapanaria e i tiranti di controventatura della copertura dovranno essere
tesati nel caso in cui si dovesse perdere lo stato di sollecitazione imposto originariamente.
Nell’ambito di edifici monumentali, le soluzioni meno invasive, che mantengono, senza
alterazioni, le caratteristiche esistenti degli edifici, sono da preferirsi. In genere tali soluzioni sono
però più difficili da individuare e da dimensionare, sono però in genere meno costose. Gli
interventi messi in atto hanno consentito un congruo miglioramento dello stato di sicurezza degli
elementi costruttivi senza che siano state introdotte variazioni al funzionamento statico. Essi sono
stati pensati come un ausilio alle strutture esistenti, non come una alterazione né come una
sostituzione anche se l’efficacia dei collegamenti è stata accuratamente controllata. Bisogna
ricordare che per gli edifici storico monumentali la costruzione è stata guidata prevalentemente da
regole empiriche e proporzionali, e in questa tesi è stato rivalutato lo stesso metodo empirico
sperimentale usato nel passato e forse proprio per questo più adatto agli edifici che in quel passato
sono stati costruiti.
“Turbare (gli stati di equilibrio) e l’avviare un diverso sistema di azioni porta talvolta alla
necessità di rifare tutto. […] Applicare i calcoli della scienza delle costruzioni, come se si
trattasse di una fabbrica nuova, vuol dire non comprendere il presupposto di tali calcoli e
non tenere conto del collaudo compiuto dal tempo. […] Pertanto per i vecchi edifici, e non
soltanto per i monumenti, è prevalentemente da seguire, nei riguardi dei perturbamenti
statici, il metodo empirico sperimentale”
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G. Giovannoni, Il restauro dei monumenti, 1946