181
I dissipatori isteretici in sfruttano la plasticizzazione di elementi in acciaio di forma
opportunamente progettata per garantire un comportamento ciclico stabile. Rispetto all’obiettivo di
proteggere la struttura, la strategia della dissipazione è efficace quasi quanto quella
dell’isolamento. Essa è applicabile a qualsiasi tipo di edificio. La tecnologia si è sviluppata verso
l’uso particolare di materiali la cui conoscenza è consolidata. Anche perché in applicazioni di
questo genere è probabile che il dispositivo “lavori” una sola volta nella sua vita, l’importante è
garantire l’affidabilità nel tempo. Si usano principalmente la gomma e l’acciaio, ma si usano anche
materiali o leghe a “memoria di forma”. Questi sistemi sono in grado di attrarre e concentrare su
se stessi gran parte della dissipazione dell’energia trasmessa alla struttura dal sisma, che, in
assenza di essi, sarebbe operata dagli elementi strutturali e non, attraverso il danneggiamento di
tali elementi e, eventualmente, il collasso della struttura o di sue parti. I dissipatori isteretici
trasmettono solo le azioni orizzontali, e nella classificazione della normativa sismica italiana si
collocano tra i dispositivi ausiliari a comportamento non lineare.
1
La forma degli elementi dissipativi è stata opportunamente studiata per questo caso partendo da un
elemento a falce di luna solitamente usato nel campo dell’isolamento sismico. In questo contesto la
forma è circolare ed è composto da due anelli in acciaio flangiati capaci di subire forti
deformazioni plastiche non appena raggiunto un prefissato livello di sollecitazione. La particolarità
di questi elementi è di riuscire a plasticizzarsi in tutti i punti del cerchio..
14 Vista tridimensionale dell'elemento dissipativo in acciaio
1
Allegato 3, P.to 9.4.3 all’O.P.C.M. 3274 come modificato dall’O.P.C.M. 3431 del 3/5/2005