Tesi Cini unita con tavole compressa - page 17

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Chiesa Parrocchiale di S. Uldarico, che sia demolita la vecchia, e che le spese relative a ciò siano
sotenute dallo Stato. […] la prego di volermi spedire perizia dei lavori”
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A testimonianza degli scavi rimane una lapide murata nel 1958, dal Comitato per l’arte, sul muro
della casa parrocchiale.
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Nella visita pastorale del 1897 si ricavano alcune informazioni interessanti. Prima di tutte si
ribadisce che la chiesa è molto antica, e che la “Porta Maggiore” (probabilmente la navata
maggiore) era lunga 15m e larga 8m
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. Vi era una navata, il coro, la sagrestia, una camera fuori
uso (verosimilmente quella che oggi è adibita a studio del parroco) e la capienza della chiesa era
di 500 persone. Al quesito su quali siano le condizioni dell’edificio si legge:
Discrete
condizioni, urge la rimozione del pavimento
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Si può pensare che il pavimento in questione
fosse quello della navata centrale o del transetto, che probabilmente vennero sistemati alcuni
anni dopo, dato che la pavimentazione del coro pare essere quella del 1737, quantomeno per
quanto riguarda lo strato di fondo, vista l’incisione ancora presente su una mattonella.
La parte sommitale del campanile, quella corrispondente alla cella campanaria, è evidentemente
stata realizzata successivamente rispetto alla parte sottostante. Lo si nota dalla differenza di
tessitura muraria tra le due parti. La datazione della sopraelevazione non è conosciuta. In ogni
caso all’interno della cella vi sono numerose scritte sulle pareti, le più nitide rivelano due date:
una 1850 e l’altra 1891. E’ difficile stabilire se si riferiscono alla sopraelevazione, quantomeno la
seconda (1891) è riferita probabilmente alla sola parte di intonaco su cui è posta. La data 1850
invece è scritta due volte sull’intonaco che riveste le pianelle della copertura della torre. Questo
farebbe pensare che, almeno per la parte della copertura, la realizzazione si possa far risalire a
quell’anno.
Nel periodo compreso tra il 1860 e il 1868 il convento venne adibito a fonderia militare.
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Nel 1898 secondo Conforti
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(o nel 1902 secondo Farinelli
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) la chiesa assunse la conformazione
architettonica che si presenta oggi ai nostri occhi. Si ritiene che la non corrispondenza delle date
possa essere attribuita al fatto che una si riferisce all’inizio dei lavori e l’altra alla fine in quanto
lo scarto è al più di tre anni. La parete dietro all’altare maggiore che separava la navata dal coro
venne demolita e il coro venne spostato nella posizione odierna, ricavando così l’attuale sagrestia.
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Ibidem, Lettera dell’ 11 luglio 1848
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ASD, Fondo Sant’Uldarico, Lettera del comitato per l’arte del 1958, dove si offre la lapide a ricordo del teatro
romano.
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Si presume che sia appunto la navata maggiore in quanto misurando effettivamente larghezza e lunghezza i dati
sono praticamente coincidenti: 8,24 m x 15, 12 m
36
ASD, Fondo Sant’Uldarico, Visita pastorale del 15/06/1897
37
BBPAL,M
ALASPINA
C.,
Nuova guida di Parma
, 1869 Parma.
38
ASD , Fondo Sant’Uldarico, Relazione tecnica, Arch. Paolo Conforti, 20/06/1984
39
F
ARINELLI
L, M
ENDOGNI
P.P.,
Guida di Parma
, Artegrafica Silva, Parma 1991
1...,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16 18,19,20,21,22,23,24,25,26,27,...
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