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Così come non è possibile indicare una data precisa di inizio lavori, ugualmente non si
conosce la data in cui si terminò la risistemazione del cortile interno in chiostro ; tuttavia,
per la fattura e lo stile architettonico, essa è di certo un’opera tardo quattrocentesca,
erroneamente attribuita da alcuni alla prima metà del secolo XVI.
A conferma di tale datazione attribuita attraverso un’analisi stilistica, è la notizia del
contratto stipulato il 4 aprile 1505 per la costruzione del Coro della Chiesa ; l’opera venne
commissionata all’artista Gian Giacomo Baruffi, il quale prese a modello la porta intarsiata
che conduceva al nuovo Chiostro. Presupponendo che le porte artistiche siano tra gli ultimi
lavori da compiersi, il Chiostro, agli albori del secolo XVI, doveva essere già stato ultimato.
Sul fregio del leggio del Coro si trova la seguente incisione :
AB – CA – BR – K
. Il
monogramma starebbe per
Dona Cabrina Carisima Abatisa
ed una sigla successiva :
P.BA
potrebbe essere interpretata come
Patravit Barufius
oppure
Priorissa badiae
. Fu infatti la
Badessa Cabrina Carissimi, successa a Petra, ad ordinare i lavori per il Coro.
E’ dunque possibile che Petra non sia riuscita a vedere il Chiostro ultimato e che a portarlo a
compimento sia stata Cabrina?
Il Coro doveva essere simile a quello della Chiesa di San Francesco, ma superare questo per
“bontà e belecia
“
(8)
.
In origine non si trovava nella posizione attuale ( dietro l’altare ), ma nel locale dove ora si
trova la Sagrestia, luogo che al tempo faceva parte dell’Oratorio interno delle Monache
Benedettine. Il muro che divideva la Chiesa dall’Oratorio fu abbattuto all’inizio dell ‘900 da
Don Bernardi il quale spostò poi l’opera lignea dove la possiamo ammirare oggi.
Le notizie seguenti sul complesso monasteriale riguardano la Chiesa : esse risalgono al
1740, anno in cui fu rifatta la volta del Coro.
Nel 1762 Gaetano Guidetti, dopo che l’antico edificio ecclesiastico era stato distrutto e
ricostruito, progettò l’attuale facciata della Chiesa. In quel tempo andò distrutto il soffitto in
legno quattrocentesco ad intaglio che copriva l’unica navata e le cappelle laterali.
Il Monastero delle Benedettine fu soppresso per decreto napoleonico l’ 1 ottobre 1810 ed i
locali servirono in seguito a diversi usi tra i quali la già citata Caserma Militare.