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Cultura novecentesca del rilievo di dettaglio
Nel Novecento si perfezionano gli aspetti pratici inerenti alle operazioni di rilievo di det-
taglio, sia in relazione agli strumenti di misurazione, sia rispetto alle simbologie adottate
nella restituzione grafica.
La prassi ereditata dal Cinquecento e dal Settecento comporta la redazione di eidotipi
come tappa preliminare del rilevamento stesso. La misurazione è ancor oggi preceduta
da un’operazione di rappresentazione sintetica dell’oggetto del rilievo, sintetica in quanto
frutto dell’elaborazione mentale del rilevatore, il quale, ponendosi di fronte all’opera,
compie una sintesi del dato oggettivo che diviene supporto delle misure riportate dalla
quotatura, operazione complementare a quella di misura.
Il prelievo diretto delle misure utilizza strumenti canonici, come il filo a piombo insieme
alla fettuccia metrica per rilevare le distanze orizzontali degli aggetti. Poiché il rilievo di e-
lementi decorativi pone il rilevatore a confronto con oggetti tridimensionali dalla geometria
non elementare, esistono metodi alternativi che consentono di prelevare la misura in mo-
do diretto. Tali metodi, presenti attualmente nella pratica del rilevamento, impiegano
anch’essi la strumentazione già acquisita nei secoli scorsi: l’uso del calibro nel rilievo di
capitelli e cornici; l’uso delle strisce di piombo per ricavare profili “al vero” (ossia in scala
reale) di trabeazioni e basi di colonne.
La fotogrammetria costituisce uno strumento ausiliario del rilevamento di particolari ar-
chitettonici. Nel rilievo di dettaglio la precisione del metodo fotogrammetrico è talvolta di-
scutibile: occorre infatti un’estrema cura nelle operazioni di ripresa per eliminare l’errore.
Tuttavia, una corretta applicazione del metodo consente di trasferire direttamente su
supporto informatico i dati acquisiti, raddrizzando preventivamente l’immagine ottenuta
con l’impiego di un software opportuno.
La strumentazione oggi a disposizione si sta tecnologicamente evolvendo grazie alla
sperimentazione del laser scanner 3D, che adotta gli strumenti offerti dalla geomatica
applicandoli con variazioni al rilievo nel settore dei Beni Culturali.
Questi metodi saranno ampiamente trattati nei capitoli successivi, in rapporto
all’esperienza di rilievo svolta nel chiostro di Sant’Uldarico.