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A partire dal rilievo diretto e topografico di cui si disponeva, è stata effettuata una serie
di riprese fotografiche, finalizzata ad ottenere un’informazione digitalizzata comparabile
con le dimensioni reali dei capitelli, prelevate con un rilevamento diretto attraverso metro
rigido e fettuccia metrica.
Le foto sono state ottenute ponendosi con asse ottico il più possibile ortogonale al
soggetto della ripresa, per limitare eventuali distorsioni prospettiche. Le fotocamere digi-
tali usate non sono strumenti professionali, tuttavia i prodotti oggi in commercio fornisco-
no un’alta qualità di ripresa senza necessità di dotarsi di una strumentazione specifica. Le
due fotocamere, una Fujifilm FinePix F420 ed una Minolta DiMAGE F100, si sono dimo-
strate sufficienti al prelievo delle immagini, in quanto l’esigua distanza dai soggetti non ha
richiesto requisiti superiori per le proprietà focali. Inoltre, la presenza nell’ambiente di una
luce abbastanza diffusa ha limitato la difficoltà di evitare ombre portate e ombre proprie;
l’ombra non ha così distorto i contorni dei capitelli, purtroppo poco definiti per altre ragio-
ni da ricondursi all’incuria del tempo e dell’uomo.
Il repertorio fotografico mette in luce le lesioni e lo stato di cattiva conservazione
dell’apparato decorativo (fig.
2
e
3
).
Il chiostro, in seguito all’occupazione militare, fu interamente tinteggiato in giallo: furo-
no ricoperti anche gli affreschi, le volte e i capitelli stessi. Questi presentano anche tracce
di una colorazione nera, deposito di polveri e detriti, che talvolta ha complicato il proces-
so di restituzione celando aggetti e rientranze.
Dal momento che tutti i capitelli sono superficialmente erosi e fortemente irregolari, si è
scelto di prelevare le misure principali di ciascuna faccia (altezza e lunghezza dei pro-
spetti), affidando al raddrizzamento dei fotogrammi la successiva quotatura delle parti.
Fig.
1
– Capitello della semicolonna angolare sud-
orientale.