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c) La progressione costante è caratterizzata dall’uniforme sviluppo, nel tempo, delle
manifestazioni di fatiscenza che si risolvono o in moti di progressione ritardata o in moti di
progressione accelerata.
L’accertamento della progressione dei dissesti viene fatto in maniera diversa a seconda che si tratti
di fessurazioni o di deformazioni. L’osservazione va localizzata negli elementi fessurativi e
deformativi più caratteristici. Nelle fessurazioni l’indagine va eseguita nel ventre e nelle cuspidi
per accertarvi, rispettivamente, gli incrementi dell’ampiezza e della propagazione. Nelle
deformazioni si devono prendere in esame gli elementi che subiscono le traslazioni e le rotazioni
più notevoli e quelli disposti lungo le linee che delimitano la deformazione per accertarvi
l’eventuale sconfinamento. Si possono tracciare i diagrammi della progressione dell’ampiezza
fessurativa e della propagazione delle cuspidi, portando sulle ascisse gli intervalli di tempo
intercorsi fra una misurazione e la successiva e come ordinate, dei segmenti proporzionali alle
misurazioni eseguite. I diagrammi presentati sono puramente indicativi e possono essere ben più
complessi a causa dell’alternarsi delle fasi in progressione ritardata con altre in progressione
accelerata. I tempi di osservazione possono variare a seconda della complessità delle situazioni di
dissesto a partire da alcune settimane ad alcuni anni, questo per poter escludere gli effetti ciclici di
altre grandezze fisiche, quali ad esempio le variazioni termiche, le oscillazioni di falda, le
variazioni di umidità e quant’altro.
Si dicono cicliche quelle manifestazioni di fatiscenza, soggette a variazioni periodiche fra un
massimo e un minimo della loro intensità queste, come anticipato nel precedente paragrafo, sono
usualmente dovute a variazioni della temperatura, del grado d’umidità nelle strutture o da altre
variazioni fisiche come il livello della falda sottostante al manufatto.
Lo studio delle fessurazioni e delle deformazioni dimostra che quasi tutte hanno un certo grado di
ciclicità nella loro manifestazione. Tuttavia le fessure dopo ogni singolo ciclo, tendono comunque
a propagarsi progressivamente a causa dell’impedimento che le strutture già fessurate trovano nel
riprendere la loro esatta posizione originaria, ciò avviene sino a che la frattura non abbia raggiunto
una tale estensione da consentire al materiale murario di assorbire elasticamente ogni ulteriore
moto alternativo. La presenza di moti alternativi è quella che, di fatto, costringe a prolungare la
durata delle osservazioni sui quadri fessurativi al fine di poter essere certi di poter depurare gli
eventuali moti dovuti alla fatiscenza, da quelli legati ad altre manifestazioni fisiche.
È buona norma durante il monitoraggio rilevare sempre almeno la temperatura locale nei pressi
della fessurazione, questo perché anche potendo escludere l’influenza di altre grandezze fisiche nel