m.
al
(/
l
)
forma verbale di 3a sing.
658
m.
lù
3a sing.
f.
la
659
f.
lè
m. e f.
i
(/
j
) forma verbale di 3a plur.
660
m. e f.
loór
3a plur.
Il pronome tonico ha la funzione precipua di esprimere il rema (cioè l’informa-
zione nuova), che viene segnalato con l’ausilio della prominenza tonica della frase.
Quandoèpostoalla finedella frase, può funzionare siacome remanormale (noncon-
trastivo), sia come rema contrastivo, usatoper esprimereun contrasto rispetto all’at-
tesa; in quest’ ultimo caso la sillaba tonica del pronome viene pronunciata con
l’intonazione discendente, che in questa grammatica è scritta con un digramma ac-
centato sulla prima vocale. Quando invece non è posto in posizione finale di frase,
tendeadesprimereun remanormale.Esempi:
aveén^mì
“vengo io”≈
veén^mìi
“sono
ioavenire”,
at scrìv^la lìtra tì
“scrivi la lettera tu”≈
at scrìv^la lìtra tìi
“sei tua scri-
vere la lettera”
la fà^al lavoór lè
“fa il lavoro lei”
la fà^al lavoór lèe
“è lei a fare il
lavoro”,
at scrìv^tì la lìtra
“scrivi tu la lettera”
la fà^lè al lavoór
“fa lei il lavoro”.
§2b2. I segni accentati non sono forme dei pronomi personali tonici
Sullabasedei clitici del soggetto, si devonodistinguere le classi (a) e (b):mentre
nellaprima si usano soltanto i clitici preverbali
al, la, i
, la seconda comprende le co-
struzioni con il clitico indistinto
a
(/
ø
), nellequali vannousate le formeverbali di 3a
persona singolare.
Classe (a)
I clitici preverbali
al, la, i
sono usati innanzitutto quando il verbo è seguito dal
pronome indefinito
tùt.
La forma di plurale
i
(/
j
) viene scelta in frasi quali
j’én^gnù^tùti
“sonovenuti tutti”,
i fàn^tùti col vjaàz^chì
“fanno tutti questoviaggio”
per riferirsi ad un gruppo noto di individui, mentre con il rema della frase
tùti
(che,
per dirla con la terminologia tradizionale, funziona qui come “complemento predi-
cativodel soggetto”) si evidenziache lavicendadenotatadal verbo riguarda la totalità
di tali individui, esplicitando una possibile interpretazione delle frasi
j’én^gnù
,
i fàn
col vjaàz^chì.
Si sceglie invece
il
oppure
la,
a seconda del genere del nome cui si
rapporta, in frasi quali
almarsìsa^tùt
/
lamarsìsa^tùta
(chevanno tradotte in italiano
con“marciscecompletamente”) per riferirsi adun singolooggettonotooppureadun
insieme, pure noto, che comprende oggetti omogenei considerati collettivamente; se
conda del genere (
at sì^’ndè
≈
at sì^’ndeèda
), la scelta va fatta sulla base di elementi conte-
stuali esterni alla frase.
658
Le forme perifrastiche con
ésor
“essere” concordano con il genere dei due pronomi
(tonico e clitico); per es.,
l’é^’ndè
^
lù
≈
l’é^’ndeèda^lè.
659
La scelta tra le due forme va fatta sulla base di elementi contestuali esterni alla frase.
660
Quando vengono usate forme perifrastiche con
ésor
“essere”, che sono diverse a se-
conda del genere (per es.
j’én^andè
≈
j’én^andeèdi
), la scelta va fatta sulla base di elementi
contestuali esterni alla frase.
212